Le stragi mafiose del 1992 e del 1993 sarebbero state utilizzate da Cosa Nostra come strumento politico per orientare lo scenario italiano e favorire la discesa in campo di Silvio Berlusconi. È quanto riferito dal collaboratore di giustizia Giovanni Brusca durante la sua testimonianza nel processo in corso a Firenze contro Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna imputato di calunnia aggravata nei confronti del giornalista Massimo Giletti e dell’ex sindaco di Cesara Giancarlo Ricca.
Brusca, collegato da una località protetta, ha risposto alle domande del pubblico ministero Leopoldo De Gregorio nell’ambito dell’indagine sulle dichiarazioni rese da Baiardo, che negli anni aveva sostenuto l’esistenza di un presunto rapporto tra ambienti mafiosi e la nascita di Forza Italia.
Secondo il racconto dell’ex boss di San Giuseppe Jato, nelle discussioni avute con Leoluca Bagarella, dopo gli attentati che avevano colpito lo Stato tra il 1992 e il 1993, sarebbe emersa l’idea di utilizzare quelle …
